Quello che il mio occhio vede viene rielaborato e postato

10 anni e dimenticarlo

Il 12 Novembre 2006 apriva i battenti questo sito in versione blog con uno dei più classici e banali articolo di benvenuto.

In realtà come forse alcuni di voi ricordano il mio sito è attivo dal maggio 2000, ma questa è un’altra storia che non ci interessa adesso.

Negli anni questo sito è stato teatro di tante mie sfide con me stesso per realizzare qualcosa che dicesse di me ma non in maniera banale e omologata.
Sarebbe banale dire che ora questo blog latita di contenuti, è palese, come è palese che pure i miei social stiano seguendo la stessa involuzione di questo blog.

La realtà dei fatti è che i social network ci hanno invaso e sono parte fondante della nostra società e di noi stessi, vi consiglio la lettura di questo articolo di internazionale, ma che allo stesso tempo ci hanno permesso di creare o di essere una persona che non siamo realmente o completamente.

Dieci anni

In questo lungo viaggio all’interno dei social network e comunque della vita, mi sono reso conto di aver smarrito in parte la persona energica e piena di voglia di innovare che ero.

Mi ritrovo a vagare su social invasi dal Nulla, quella nebbia bianca della storia infinita, che le persone condividono o dalla loro boria e presunzione alla ricerca di un effimero nanosecondo di notorietà o attenzione in una società che non è veloce, ma di più.

Certamente non sono qui a denigrare i social come certi bacchettoni, anzi visto che fanno parte anche del mio lavoro, spero che crescano e che diventino anche più semplici e in grado di rappresentarci meglio senza renderci però un mero involucro vuoto e credulone che smania per diventare una stella, senza rendersi conto di quello che poi potrebbe comportare.

Io continuerò con questo sito e i social, ho pure aperto da poco un canale Telegram che prevedo andrà a sostituire Twitter, ma mi rendo sempre più conto che non mi basta stare tanto tempo dietro una tastiera, sia essa di un computer o telefonino. Ho bisogno di essere nella vita reale, con le persone che per me sono molto importanti e che voglio conoscere meglio anche senza “il filtro” della rete.

Si, alla fine mi son dimenticato di questi 10 anni perché in fin dei conti, quello che per allora era una rivoluzione, oggi è soltanto la vita di tutti i giorni.