Buon viaggio Hytok

Buon viaggio Hytok

Purtroppo non è la prima volta che su questo blog parlo di morte e persone, ricordate mio nonno? Probabilmente non sarà nemmeno l’ultima, ma in questo caso più che in altri ne devo parlare sul web.

Il buon Filippo l’ho conosciuto qui sul web, tramite interessi comuni di fantascienza, in una data dispersa dal tempo tra il 1999 e il 2000.
Un’amizicia duratura ma che si è svolta in un ambiente virtuale per il 99% del tempo, tanto che ritengo di aver passato con lui di persona un totale di ore non superiore a qualche giorno. Me ne dispiace? Si ma anche no. Ed è qui che voglio arrivare.

Si possono costruire rapporti profondi e duraturi anche tramite email, newsgroup, chat, social network, instant message e quant’altro la tecnologia ci metterà a disposizione per comunicare tra noi. L’importante è farlo nel rispetto, fiducia e accettazione di se stessi e dell’altra persona.
Io in quegli anni ho conosciuto tante persone che ancora sento e che reputo fantastiche. Oggi non mi riesce così, sarà perché da 2 milioni scarsi dell’epoca siamo passati agli attuali 35 milioni di italiani connessi, però… Sono contento di aver visto quegli anni di internet e ringrazio sempre di aver conosciuto Hytok.

Chi era Hytok per me però?
Un sognatore, un testone, una persona sensibile, intelligente, ottimista, capace e solare. Aveva certo delle sfaccettature negative, ma detto fra noi, STICAZZI! Quello che rimarrà sempre con me di lui saranno le parti belle delle nostre esperienze e la sua energia.

Purtroppo la vita si era un po’ accanita con lui a partire dalla sua amata Taranto e finendo a lottare per anni con una brutta malattia che poi alla fine ha avuto la meglio. Ma lui non mollava e solo questo meriterebbe già tutto il mio rispetto.

Gran tifoso della Sampdoria, tanto da entrare in furibonde discussioni sul web coi Genoani, ieri è stato salutato degnamente dalla sua compagine calcistica che ha battuto 2 a 0 un Milan spento e che lo aveva accolto per anni. Se non fosse stato, come me del resto, realista avrebbe potuto pensare realmente che questa coincidenza fosse tutta per lui, ma a volte è bello pensare che le cose possano non essere solo coincidenze, ci dà quella sensazione di “esistere”.

Ora non voglio perdermi nel raccontare aneddoti vari perché se lo conoscevate non avrebbe senso e se non lo conoscevate non avrebbe molto senso.
Ma questo post oltre che per ricordarlo e salutarlo, l’ho scritto anche per farvi vedere che ci sono persone fantastiche al mondo, prendetevi il tempo di conoscerle veramente e smettiamola di pensare che siamo gli unici su questo mondo bitorzoluto e acquatico.

Mi raccomando Fil, ora che sei tornato polvere di stelle…
Fai buon viaggio sulla tua Voyager assieme alla Janeway.

P.S. Chissà che avresti detto guardando le prime puntate di Star Trek Discovery uscite oggi su Netflix. Lo aspettavi con ansia e il tuo ottimismo.

Sindacati, buoni acquisto e lavoro

Sindacati, buoni acquisto e lavoro

Se anche voi lavorate o conoscete qualcuno che in Italia lavora col contratto metalmeccanici, saprete che grazie ai sindacati dovranno essere erogati dei buoni acquisto dalle aziende ai dipendenti. Per quest’anno è di €100.

“SON SOLDI !!!”

Tutto questo come già detto, grazie alla mediazione dei sindacati che dobbiamo anche ringraziare per questa dote unatantum.

“GRAZIE SINDACATI !!!”

Tutto questo ha sollevato in me però notevoli perplessità sul lavoro che ora passo ad enunciarvi altrimenti manco stavo qui a scrivere.

  • Perché non darci direttamente €80/90 in busta paga (visto che i buoni vengono tassati meno)?
  • Perché non fare dei buoni acquisto per un settore di attività e non vincolarli ad un esercizio?
  • Perché ci chiedete di darvi un obolo di €35 (forse erano 30) una tantum per questa trovata?

Non voglio essere qui polemico coi sindacati, perché sarebbe come sparare su uno che caga però ci sono cose su questi buoni acquisto che proprio non mi tornano.

Mi ricordano troppo i buoni acquisto che le aziende ferroviarie USA davano da metà ‘800 ai primi ‘900 ai loro dipendenti.
Questi buoni erano spendibili solo in determinati esercizi commerciali, spesso delle stesse ferrovie, che stranamente avevano prezzi molto più elevati della concorrenza.

Dopo questa mossa, molte aziende medio grandi, stanno guardando questi buoni come una possibilità per elargire i benefit produzione o aumenti di spendendo.

NON VA PER NULLA BENE !!!

Vi rendete conto cari Sindacati che per dare un “irrisorio” bonus avete venduto tutti i progressi fatti in anni di lotte sindacali del secolo scorso?

I motivi per cui questi buoni acquisto non mi piacciono e non dovrebbero proprio piacere ai lavoratori sono i seguenti:

  • Non incentivano l’economia ma la vincolano.
  • Non sono rispettosi della libera concorrenza.
  • Sono contrari alle lotte sindacali passate.

Secondo voi devo aggiungere qualcosa per far capire ai sindacati che questi buoni acquisto non sono stati una gran mossa?

Penso proprio di si e parto con un esempio pratico e chiarificatore sulle problematiche.

L’azienda per cui lavoro ha scelto autonomamente di darci un buono acquisto di una catena di supermercati che io non frequento

  • Prodotti che si ritiene di qualità e scelta sia inferiore e minor scelta.
  • Più strada da percorrere per raggiungere il supermercato.
  • Costo superiore della spesa a parità di prodotti acquistati.

ME LO DITE PERCHÉ !?

  • Lo ammetto non mi piacciono i prodotti di quel supermercato e trovo la qualità scadente
  • Lontano delle mie rotte di casa lavoro, parenti e hobby, devo fare 10km in auto contro una passeggiata a piedi di nemmeno 2km
  • Non me lo aspettavo ma ho pagato di più sui soliti 5 o 6 prodotti, rispetto a quello che solitamente spendo (si parla di poco meno di €2 su circa €11)

Purtroppo cari sindacati questi buoni per me sono stati un fallimento quasi totale, non che li apprezzi, ma rischiano di creare più problemi che altro nel futuro economico lavorativo del nostro paese.

SONO INCENTIVI PER LE CORPORAZIONI

Cari anti vaccini girate lontano

Cari anti vaccini girate lontano

Io lo so che voi che sostenete il no ai vaccini e che non vi volete vaccinare non mettete quasi mai in dubbio l’effetto funzionale dei vaccini, ma i loro effetti collaterali tra cui dite vi sia pure l’autismo (dimostratelo allora). Però quando leggo certi articoli, come quello di un’infermiera che non vaccinava veramente le persone, mi sale la bile a livelli esplosivi, quindi se poi mi imbatto in uno studio targato USA che dimostra l’efficienza dei negli anni delle campagne di vaccinazione non rompete le scatole se vi dico gentilmente

SMETTETELA DI ROMPERE I COGLIONI !!!

Già avevo parlato di come la penso io sui vaccini più di un anno fa, ma ci tengo ciclicamente a ripeterlo anche perché mi rendo conto che discutere con taluni di voi inizia a diventare inutile e dispendioso del mio tempo vitale.

Pertanto sfrutto questo post, uno dei pochi che faccio ultimamente, giusto per ampliare il mio pensiero che sul mio canale Telegram è si più ampio ma tende a scivolare via nel tempo dei social network.

Il concetto che voglio esprimere è semplice e cristallino. Se pensate di voler intavolare il discorso dei vaccini con me, lanciandovi nella vostra crociata di “salvezza” dell’umanità, sappiate che siete come una nave di pirati somali che si lancia all’abbordaggio di una corazzata usa in pattuglia nel mar rosso o oceano indiano a scelta.
Questo per farvi capire la potenza di fuoco delle mie parole che vi investiranno e vi relegheranno in un angolino a cercare di capire perché esistiate ancora. Tanto non potrò convincervi e voi non convincerete me, quindi girate largo per il NOSTRO bene.

Rendendomi conto però che siete delle persone che per natura non tengono alla propria esistenza, altrimenti vi vorreste far fare i vaccini, vi suggerirei di intraprendere alcune sfide personali anziché inondare i social delle vostre teorie, becere, anti vaccinazione

1. Disattivate l’airbag della vostra auto e poi saliteci sopra senza mettervi la cintura e quindilanciatevi contro un muretto di jersey ai 130. Se non ti vaccini sei di gomma e rimbalzi;
2. Comprate una pistola, caricarla e provare a pulirla senza la sicura guardandola bene dall’apertura della canna. Se non ti vaccini sei a prova di proiettile;
3. Affittate un aereo e lanciatevi da 3000 metri senza paracadute. Se non ti vaccini puoi volare;
4. Andate in mezzo alla savana e mettetevi davanti ad un gruppo di leoni che non mangiano da settimane. Se non ti vaccini sei incommestibile;
5. Noleggiate una barca, prendete delle putrelle di ferro e fissatevele addosso, andate al largo di un bel mare a vostra scelta e poi lanciatevi in acqua. Se non ti vaccini puoi respirare sott’acqua.

Questi sono solo alcuni dei consigli che potrei darvi, ma avete la vostra testa sulle spalle e potete decidere tranquillamente di non seguirli, però per piacere

SMETTETELA DI ROMPERE I COGLIONI

a quella gente che giustamente tiene alla propria salute e pure a quella degli altri.

(n.d.r. Si, questo è un post creato ad arte per generare tanti hater, quindi fatevi sotto che “feed the troll”)

Le tante mani sul Mondo

Le tante mani sul Mondo

Sono una di quelle persone che tende ad interessarsi e a guardare al Mondo come alla propria casa.
Mi perdo nelle statistiche demografiche, economiche e sociali perché da quando esistono si possono trarre conclusioni e capire come volge il Mondo.

Ebbene voglio dirlo, l’umanità sta bene ma è incredibile come quando si raggiunga quella capacità di superare il limite e diventare molto di più tutto tenda a collassare.
Dico che nel mondo le persone stanno meglio perché per esempio dal 1990 al 2015 la mortalità infantile è crollata del 50%, la crescita economica ha colpito grandi aree del globo grazie alla globalizzazione, l’innovazione tecnologica sta creando medicine, cure e tecnologie che ci stanno rendendo la vita migliore.

Però non è tutto oro quello che luccica. Il Mondo è devastato dall’inquinamento (anche se alcuni lo negano), dalle lotte per le risorse, le comunicazioni e i nodi di potere e il ritorno di carestie (vedasi corno d’Africa) dopo decadi.
Multinazionali, che sono sempre meno, hanno sempre più potere e possiedono ricchezze pari a quelle di stati nemmeno tanto piccoli.

Poi è arrivata l’ondata di odio e repulsione perché le persone non ci credono, non si fidano delle statistiche, non capiscono o vedono il macro insieme, la necessità di riadattarsi e lasciar cambiare il Mondo e non forzare l’immutabilità, che in ambito biologico e scientifico corrisponde alla morte. La congiuntura di personaggi fortemente conservatori sta minacciando tutti.

L’elezione di Trump ha dato quell’ultimo colpo alla suddivisione mondiale. La Russia di Putin che si avvicina agli USA di Trump stanno ricomponendo un asse noto ma diversamente impostato, infatti il loro nuovo nemico ora è la Cina, il medio oriente e l’Europa.
La Cina controlla economicamente già gran parte dell’Africa e si sta espandendo nel centro asia infastidendo proprio la Russia nelle sue “ex colonie”.
La Russia vuole destabilizzare l’europa per riprendersi i suoi territori ora nella UE e tenere lontana la Cina.
Gli USA di Trump si stanno avvicinando a Putin, hanno mire nel medioriente per affossare i paesi arabi che economicamente stanno infastidendo delle loro corporazioni, vedono l’europa come un peso e una minaccia e non più come un partner e la vogliono smembrare (gli UK son già caduti nel tranello).
La UE è mastodontica e farraginosa, non riesce a reagire tempestivamente ed è attaccata su più fronti ma non ha ancora una linea chiara di difesa.
Il sud e centro America è sempre più devastato da proteste, ribellioni e corruzioni, basta vedere la dittatura di Maduro in Venezuela.

Si stanno delineando i confini, presto arriverà altro.
Battaglie miste tra economia, eserciti, disastri climatici, notizie manipolate e terrorismo.

Proprio il terrorismo sta facendo la sua comparsa un po’ in tutto il mondo sotto varie forme e rappresenta il nemico su cui tutti puntano il dito come il male da sconfiggere.
Rendiamoci conto che il terrorismo c’è ma viene amplificato e distorto per essere usato come arma dall’inizio del nuovo millennio.

Incredibile pensare come il mondo si stia separando tra grandi avanzamenti scientifici e tecnologici e un’imbarbarimento sociale e culturale.
Pensare che tutto questo è solo un “butterfly effect” mi fa domandare se sia possibile realmente contrastare questa evoluzione involuta.
Una parte di me rivede in Asimov e nel suo ciclo della Fondazione una possibile soluzione, ma sinceramente vedo le prossime decadi molto difficoltose anche se piene di grandi premesse e possibilità

(n.d.r. Queste sono mie considerazioni buttate giù in maniera più ampia che sul mio canale Telegram ma comunque di getto)

Il mondo che non ci è stato consegnato

Il mondo che non ci è stato consegnato

Negli ultimi giorni si sta parlando del suicidio di Michele, un’uomo di trent’anni, che ha deciso di suicidarsi perché arrabbiato col mondo che non gira a dovere. Vi consiglio di approfondire perché è un argomento molto sentito che spesso in questi anni ha tormentato anche me e ha messo in discussione chi sono.

Ma come fa il “Mondo” a distruggerti o sfiduciarti così?
Tutto è riconducibile a quanto ci è stato insegnato dal mondo liberale ed economicamente in crescita degli anni ’80 e ’90 del millennio scorso.
Più che insegnato direi indottrinato e inculcato, anche in maniera involontaria o indiretta dalla società.
Mi riferisco alla famiglia, alla scuola, alla tv, alla musica. Proprio tutta la cultura di quei decenni.
Un problema principalemente delle generazioni dei paesi ricchi e di famiglie che vivevano bene e a cui mancava fortunatamente poco.

Ma cosa è stato veramente percepito dalla mia generazione?

    Potevamo realizzare tutto quello che volevamo da adulti;
    La formazione scolastica era un modo sicuro per avere successo;
    Rispetto, capacità e meritocrazia erano alla base della società;
    Avremmo sconfitto fame, ignoranza, guerre, molte malattie e accettazione del prossimo.

Questo è quello di cui si permeava quella società, un mondo in crescita, sempre perfetto che avrebbe dato reali possibilità a tutti valutando il prossimo per il suo meglio.
I nostri genitori venivano da una generazione che aveva anche lottato per darci di più e quindi tutto sembrava ormai solido e destinato solo a migliorare.

Allora perché i trentenni di oggi fanno così fatica?
Chiaramente perché nulla di quello con cui siamo cresciuti da piccoli e che ci ha permeato nella nostra educazione era vero. Una tremenda bugia sociale che ci ha distaccato dalla dura realtà di una continua lotta per ottenere risultati ed emergere. Spesso affossati dalla strssa generazione che avrebbe dovuto sostenere e aprire la nostra strada nel futuro della società.
In Italia tutto questo è ancora più pressante che nel resto del mondo perché la società è molto chiusa, non meritocratica e che difficilmente lascia spazio ai giovani, anzi questi vengono percepiti come una minaccia proprio perché portano un cambiamento allo status quo.

La responsabilità di tutto questo ovviamente non è solo delle generazioni più vecchie della mia, ma anche della nostra che non ha dimostrato quell’unità e quella forza che hanno caratterizzato quelle precedenti. Siamo diventati dei lupi solitari che appunto cercano di sopravviere.
Io personalmente da fine anni ’90 ai primi ’10 mi sono impegnato nel sociale e anche nella politica. Ho provato di portare il mio contributo ma con me anche tutti gli altri hanno abbandonato. Non per una sconfitta ma per quella sensazione di essere sfruttati per attrarre altri giovani più che veramente resi partecipi del cambiamento.

Cosa si può fare per evitare di perdere delle generazioni?
La mia generazione non è realmente persa, è semplicemente inascoltata e messa da parte.
Questo si può invertire agendo però tutti assieme sia come persona che come società.

    Creare meno aspettative su di un futuro utopico;
    Ridare peso ai titoli di studio intermedi e non solo alle Lauree;
    Lavori che ridiano stabilità e capacità economiche accettabili;
    Creare percorsi mirati alla formazione della persona e delle sue capacità;
    Impegnarsi nel sociale e nella politica;
    Smettere di pensare alla fama facile da Social Network o Reality;
    Capire che ogni lavoro può essere bello e gratificante se offre incentivi adeguati.

Quel mondo che la mia generazione pensava di avere di diritto non ci è mai stato consegnato e ne mai lo sarà.

Pensando a dove siamo arrivati nella nostra società occidentale. Sempre più chiusa e paurosa, che elegge a capo di un governo, un vecchio xenofobo, antidiverso, invischiato in interessi economici sovrannazionali. Non parliamo poi dell’ascesa di una destra estremista in tantissimi paesei e degna degli anni ’20 o ’30 del secolo scorso.
Praticamente l’esatto opposto di quanto ci era stato inculcato.

La mia generazione vivrà probabilmente sempre con un filo di depressione dovuta a l’alta aspettativa che avevamo del nostro futuro e della mera realtà che ci ritroviamo.
Ma questo non vuol dire che dobbiamo arrenderci e mollare. Possiamo ancora cambiare le cose in meglio.
Bisogna solo ripartire e darsi da fare, smettere di pensare che solo col “macchinone”, l’ultimo telefonino e i vestiti firmati si può essere felici.

Riprendiamoci il nostro futuro!

Però rimbocchiamoci le maniche e diamo il meglio che possiamo, o come dicono i giapponesi … Ganbatte kudasai!

Chiudo con questo video di Shy che da 33enne snocciola il suo pensiero sulla questione.

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=ANDXnGg_bfQ]

P.S. Trovo molto irritante e snervante questa situazione mondiale ma in questo post, modificato integralmente dalla pubblicazione, ho preferito essere più razionale che emotivo. Se volete l’emotività sappiate che … sono fortemente incazzato!