Quello che il mio occhio vede viene rielaborato e postato

Gli Dei ritornano – Puntata 136

“COSA?! Non è assolutamente vero, noi abbiamo sempre cercato di proteggerti.”
Nell’intromettersi nel discorso il tenente fece un passo avanti. Il maggiore lo guardò e gli fece segno di stare calmo mentre riprese il discorso.
“Io ho preso in carico la tua sicurezza da quando avevi poco meno di sette anni. Prima eri sotto il controllo del Colonnello Gervasi, all’epoca solo maggiore, da quando sei stato individuato all’età di 3 anni. Se devo essere sincero il colonnello in quei 3 anni e mezzo circa ha cercato di farti avere tutti i controlli migliori, potrai ricordarti le innumerevoli visite di quegli anni, ma tenendoti abbastanza isolato dal resto del mondo cosa abbastanza strana poiché eccetto che nel tuo caso si è sempre fatto il contrario.”
“Certo che me li ricordo bene quegli anni, ero sempre a casa da solo e poi l’inizio delle elementari è stato traumatico. Sono state sofferenze inutili. Ho fatto visite su visite in quegli anni e devo dire che effettivamente sono stato curato per molte cose, però io ero una vostra pedina, vi sembra giusto?”
“Dopo però io ho cercato di darti il massimo che potevo con i fondi a disposizione. Ti ricordi i viaggi con i tuoi genitori, la nuova casa, il computer, gli insegnanti migliori dalle medie in poi? Cavolo, ho fatto tutto quello per darti il meglio e metterti nelle migliori condizioni di sviluppare le tue capacità.”
Il maggiore sembrava visibilmente alterato ed emozionato nel dire quelle parole e questo mi faceva capire che lui veramente ci aveva provato con tutto se stesso.
“Ok, maggiore io le credo però il Centro mi ha distrutto l’esistenza e se vuole provo a farle capire bene. Ora ascolti queste considerazioni e vediamo di ragionarci su. Io sono stato trovato a più di 3 anni compiuti anche se dagli anni ’60 e fino all’inizio della deriva del governo a metà anni ’90, avete avuto la possibilità di fare i vostri test direttamente alla nascita di ogni bambino.”
“Si ma quei test avevano una percentuale del 85% di affidabilità.”
“Esattamente nel mio anno in testa dava una percentuale del 93,1% perché lo stavate raffinando, giusto dottore?”
“Ora non ho i dati sotto mano ma in effetti alla fine degli anni ’80 la percentuale era superiore al 90%.”
“Grazie. Io ho trovato poi delle note di qualche anno fa firmate colonnello Gervasi in cui emerge che aveva scoperto che c’era un’altra persona oltre a lei maggiore ad interessarsi del mio caso.”
La faccia del maggiore e anche del tenente si fecero visibilmente sorprese.
“Si trattava di un certo Maggiore Baldini, presumo l’uomo che ha tentato di catturarmi a Colonia qualche mese addietro.”
“Questo spiegherebbe molte cose maggiore.”
“Si tenente e mi preoccupa anche. Prosegui Massimo.”
“Ora mi chiamo Marco maggiore, sebbene preferisca nettamente Massimo. Comunque Baldini ha praticamente interferito con me da sempre mettendomi nelle condizioni più difficili da affrontare, ho stralci di rapporti di servizio in cui vi sono contatti con bambini e ragazzi che da sempre mi hanno preso di mira e in più ha interferito con i miei studi alle elementari inserendomi in una classe disagiata. Ma sono solo stralci spesso legati di operazioni mirate a mettermi all’angolo per farmi reagire senza controllo.”
“A me sembravano comportamenti normali. Come hai fatto a scoprire tutto questo?”
Il viso del maggiore era visibilmente deluso e costernato.
“Nel centro avete così tanti documenti e dati che sarebbe impossibile per tutti analizzarli approfonditamente senza sapere cosa cercare. Io lo sapevo, in fin dei conti si tratta della mia vita. In sunto il Colonnello Gervasi credo sapesse che qualcosa non andava ma non lo disse se non in suoi appunti personali. Credo che non abbia avuto tempo.”
“Quindi il colonnello potrebbe essere stato ucciso?”