Quello che il mio occhio vede viene rielaborato e postato

Gli Dei ritornano – Puntata 57

“Certo, ho appena finito di pranzare.”
Non era vero, avevo ancora una fame incredibile con tutto quel moto che mi facevano fare, ma che potevo rispondergli?
“Scusaci Fulvio, ma mi sa che ci metteremo un po’.”
“Non si preoccupi Tenente. Arrivederci.”
Il tenente lo salutò appena con un gesto del capo e io feci appena un po’ di più muovendo lievemente una delle mie mani.
In un certo senso mi dispiaceva abbandonare quella conversazione, volevo sapere che si diceva, volevo interagire e conoscere.
Non parlavo con qualcuno per il semplice gusto di farlo da mesi ormai.
Mi sentivo quasi come un’eremita in mezzo alla gente.
“Cosa voleva dirmi tenente?”
“Nulla di che, era solo da qualche giorno che non ci sentivamo e volevo sapere come ti stava andando.”
Strana quella sua domanda, non avevamo mai parlato di queste cose, sempre fatti attinenti al mio addestramento.
“Direi bene, mi sto quasi abituando a questa vita da studioso.”
Una piccola frecciatina giusto per tastare il terreno e tentare di capire dove voleva arrivare.
“Lo spero per te, visto che hai ancora molto da imparare. Tra meno di 2 mesi avrai il tuo primo test.”
Proprio non capivo perché stavamo avendo quella discussione senza senso.
Stavamo camminando per i corridoi del Centro, che erano stranamente spopolati, ma forse era a causa dell’ora di pranzo.
“Vero. Speriamo che arrivino in fretta anche i successivi 3.”
“Non avere fretta, hai tanto da imparare e così poco tempo per farlo, ma ora ti stai ambientando e avrai sicuramente più tempo per te e anche per conoscere gli altri.”
Ecco dove voleva arrivare.
Ero appena stato avvicinato da qualcuno solo per conoscerci e parlare e…
“Si, ma sono sempre molto stanco e non ho tempo, quindi penso che avrò poco tempo per intrattenere rapporti.”
Il suo viso a quelle parole sembrava quasi rilassarsi.
Forse era proprio quello che voleva, controllarmi peggio dell’isolamento.
lì almeno avrei saputo di essere in trappola, ma così il dubbio rimaneva ed era molto peggio.
Il desiderio di fuga cresceva.
“Però ho da dirti una cosa, ecco perché sono venuto a parlarti. Dovrai incrementare ancora i tuoi sforzi, almeno fino alla fine del primo esame…”
Ancora di più?
Ma che dovevo fare ancora di più!
“La tua forma fisica è ancora troppo lontana dagli obbiettivi e in alcune materie a cui forse non sei molto portato tendi ad essere un po’ distratto.”
Non era vero, ero migliorato tantissimo a livello fisico, tutti ne erano stupiti.
Poi come diamine avrei potuto non essere attento se ero sempre io con il professore e basta.
“Quindi?”
Chiesi io con una certa enfasi.
“Ti sono state inserite lezioni aggiuntive.”
Non dissi nulla,abbassai lo sguardo e basta.
Quella fu più soddisfacente di tante risposte.
Ero veramente in isolamento, ma in mezzo alla gente.
Quel mio atteggiamento contenuto però nascondeva la mia determinazione a scappare.
I giorni successivi passarono tra immani fatiche, sia fisiche che mentali.
Sfruttavo ogni attimo per cercare di osservare, guardare e capire i movimenti della sicurezza, della gente e di tutto quello che poteva essermi utile per scappare da quella prigione quasi dorata.
Poi finalmente arrivò quella sera…