Quello che il mio occhio vede viene rielaborato e postato

Giappone – Giorno 4

Fushimi-Inari

Oggi è stata una giornata soleggiata e passata in luoghi non troppo turistici.
Siamo andati al fushimi-inari, famoso per i suoi torii uno consecutivo all’altro sparsi nel mezzo della foresta.
Ci siamo sorpresi e non poco quando abbiamo rivisto uno strano ed inquietante venditore ambulante visto la sera del setsubun e la pressoché totale assenza di turisti occidentali, ma solo giapponesi che venivano al tempio (abbiamo beccato una festa, ma sinceramente non abbiamo capito quale).
L’esperienza di camminare in mezzo ai torii nel verde della montagna è assolutamente da provare.
Per pranzo ci siamo divisi, Mazza voleva provare una un localino caratteristico che sembrava invitante, e a quanto pare il tempura udon lo era veramente, mentre io mi sono fatto piacevolmente abbindolare da un venditore di una specie di panino con pasta tipo pizza ma cotta al vapore e quindi ripiena di carne di mucca o maiale.
Siamo poi andati al tempio d’argento, che era in restauro, ma i cui giardini da soli valevano la pena di essere visti per la loro armonia e bellezza.
Infine ecco che abbiamo fatalmente deciso di fare un percorso segnato sulla mia guida ma non sulla versione successiva di Mazza.
Il percorso era veramente bello, ma notevolmente complicato da girare, infatti abbiamo perso la strada che le indicazioni ci fornivano, non ci siamo persi ma abbiamo dovuto tornare indietro più volte, finché non abbiamo trovato un Italiano, ben il secondo (il primo nel nostro ostello) e questa volta si tratta di un ricercatore di matematica presso l’università di Kyoto.
Ora abbiamo avuto la certezza del perché tutti i ricercatori emigrano, in Italia gli danno uno stipendio da fame.
Per poi concludere la giornata turistica in bellezza ci siamo beccati il traffico di punta dei mezzi di trasporto.
Se il 97c vi sembra invivibile, dovrete ricredervi, perché per raggiungere l’uscita dal fondo ci abbiamo messo quasi 3 fermate e un centinaio di sumimasen (permesso scuse in giapponese).
Ora, attendendo che la lavatrice finisca il suo sporco lavoro, vediamo di decidere dove andare a cenare e forse proveremo gli okonomiyaki, staremo a vedere.