Quello che il mio occhio vede viene rielaborato e postato

Giappone – Giorno 3

Nondai-mon

Oggi abbiamo fatto una puntatina a Nara per vedere i suoi templi e giardini.
Nulla da dire, una città favolosa che merita di essere vista per la sua natura e soprattutto monumenti veramente imponenti, il tempio in legno più grande del mondo e un buddone in bronzo che mette da solo più soggezione e riverenza che tutta piazza san pietro con il cupolone.
Ci siamo anche deliziati prendendo un fenomenale the verde sul tatami in un giardino bellissimo e curatissimo che dava un senso di pace ed estraniazione assoluta.
Ma a parte tutto questo che già da solo potrebbe essere considerato molto, oggi è stata una giornata che a fatto vedere sfaccettature giappponesi degne dello stereotipo che hanno presso di noi.
In prima il buon Mazza ha deciso di spendere qualche yen per dare da mangiare ai cervi sacri del parco di Nara, con il risultato di ritrovarsi incornato (fortuna che vengono tagliate le corna) da quelle non tanto tenere e dolci bestioline che volevano mangiare a sbaffo.
L’intelligenza di quei cervi però è indubbia visto che ti puntavano già da lontano e mentre ti avvicinavi iniziavano a farti un inchino (saluto giapponese) attendendo poi la ricompensa del biscotto.
Un’altra curiosità invece è stata il lato maniaco dei giapponesi e la naturalità con cui vivono certe situazioni, mi riferisco ad un anziano che chiede ad una ragazza se riesce ad entrare in un buco portafortuna, ovviamente appena entrata l’anziano fa partire una serie di flash fotografici dedicati alla mini gonnellina della tipa lasciandosi pure andare ad apprezzamenti pesanti che hanno fatto scoppiare una fragorosa risata a tutti i presenti, per poi dissolversi in un nulla di appropriato.
Infine abbiamo visto in rapida successione una bici davanti ad un divieto di parcheggio biciclette, delle giappe che facevano a maglia sorseggiando un caffè da starbuck e infine le giappe dormienti in treno che dormono profondamente fino alla loro fermata e nel giro di alcune frazioni di secondo di svegliano e escono rapidamente.
Per concludere poi qui le wifi sono diffusissime e ci sono hot spot liberi un po’ ovunque, pensate che nella stazione sotterranea dei treni di nara c’erano ben 5 segnali di cui 2 liberi, un sogno per l’italia.
Adesso seguo il mazza che vuole provare di farsi un udon precotto e solubile comprato in negozio, speriamo che regga.