Quello che il mio occhio vede viene rielaborato e postato

Giappone – Giorno 2

Giappone - Giorno 2

Giornata strana, ma abbiamo recuperato il fuso dormendo dalle 21 di ieri alle 8 di oggi.
Ieri sera comunque, prima di tornare in hotel abbiamo visto un bell’inchino a 110° di una commessa, posizione mantenuta per 15 secondi buoni, per poi rialzarsi e seguire con lo sguardo la cliente che si stava allontanando, e se si fosse girata?
Oggi invece sembrava andare bene, siamo partiti andando per templi nella Kyoto vecchia che dire bellissima è poco, tutte viuzze strette e case in legno tenute benissimo, con molti turisti e artigianato, poi è venuto a piovere, ma non quel diluvio che ti impedisce di girare, ma quella pioggerellina fine che sa più di primavera che inverno.
Prima di questo imprevisto però ci siamo beccati la festa del setsubun (e non san biagio come oggi a cento) in cui mi sono distino nelle arti di recupero volante di sacchettini di fagioli portafortuna.
Siamo quindi andati per negozi e ci siamo ritrovati davanti non uno, non due, ma ben 3 o 4 vie (di cui non si vedeva la fine) piene zeppe di negozi.
Cari miei abbiamo constatato che la cane di maiale peggiore costava 500 yen (poco più di 4 euro) l’etto.
Altro luogo comune giapponese che abbiamo confermato, è non chiedete mai informazioni, perché proveranno ad aiutarvi in qualsiasi modo anche se non ce la fanno e non ve li scrollerete più da dosso.
Abbiamo mangiato finalmente sushi che ti prendi dal nastro rotante, era fantastico e nettamente migliore di quello che si mangia in italia.
La serata poi è finita in mezzo alle bancarelle del setsubun in cui odori di cibi si mischiavano assieme al vociare di bambini che giocavano con i pesci rossi.
A causa del servizio autobus che chiude troppo presto, l’ultima corsa parte alle 23, ci siamo persi il “megarogo” (5 metri raggio e alto 4 circa) che decretava la cacciata degli spiriti maligni.
Ricordo a tutti i lettori che le giappe dal vivo sono una cosa…
Ora a tutti oyasumi perché qui è già molto tardi.