Quello che il mio occhio vede viene rielaborato e postato

Gli Dei ritornano – Puntata 104

Ero a Colonia da più di un giorno e l’unica cosa che avevo visto erano mappe del hotel in cui si sarebbe tenuto l’incontro e di tutta l’area circostante.
Il Tenente mi aveva spiegato che una volta iniziati quel tipo di incontri nessuno poteva entrare o uscire dalle stanze e che quindi il tempismo unito alla discrezione sarebbe stato fondamentale.
La mia missione era semplice, dovevo entrare nell’hotel e recuperare alcune informazioni che Rade ci avrebbe lasciato a disposizione in un posto sicuro, poi avrei dovuto inviarle al tenente e recuperare Rade appena terminato l’incontro.
Un vero e proprio gioco da ragazzi che però mi procurava tremendi sudori freddi solo a pensarci.
Sarei potuto fuggire senza il benché minimo problema, andarmene e non fare più ritorno, ormai avrei saputo cavarmela in qualsiasi situazione.
Però continuavo a rimanere lì, a fare quello che mi veniva detto di fare senza battere ciglio.
Assurdo? Senza senso?
Forse, ma in fin dei conti quello da cui non riuscivo veramente a liberarmi erano i miei dubbi interiori e quello stupido senso di competizione che mi portava costantemente a mettermi alla prova con sfide sempre più difficili.
Quella era proprio una di quelle sfide a cui proprio non riuscivo a sottrarmi.
Io una specie di agente segreto alla james bond, ero troppo giovane per rendermi conto di quello che implicava veramente, o meglio capivo già perfettamente visti anche i trascorsi degli ultimi mesi, solo che in certi casi il cervello umano gioca brutti scherzi e tende a dimenticarsi il dolore sia fisico che emotivo.
Ormai era arrivata l’ora di muoversi.
Vestito bene, quasi da signore, e con un’alfa GT nera come auto, raggiunsi l’area di neumarkt in cui era situato l’hotel dell’incontro. Con l’ascensore salii poi fino all’ultimo piano dove c’era la sala ristorante bar e l’area riservata a cui accedere per me sarebbe impossibile.
La sala era ampia e molto di classe con vetrate che davano sul l’area verde di neumarkt.
Avevo una prenotazione a nome Yuri Zabel e signora, che ovviamente non mi avrebbe raggiunto, così mi fecero accomodare al bar per attendere come avevamo pianificato.
Iniziai a guardarmi attorno, l’ingresso dell’area riservata era ben sorvegliato, ma io dovevo evitarlo e puntare da tutt’altra parte, i bagni erano dalla parte opposta della stanza e lì avrei dovuto recuperare le informazioni lasciate da Rade.
Sorseggiai un po’ del drink che avevo ordinato e poi mi diressi verso il bagno, ma la mia attenzione fu distratta da quello che vidi di sfuggita accadere oltre la porta delle cucine.
Rimasi per alcuni secondi ad osservare cosa stava accadendo, sembrava esserci un po’ di agitazione e senza pensarci varcai la porta per vedere e sentire meglio infilandomi in un’area di disimpegno tra la sala e la cucina.
Il mio tedesco non era certo ottimo, ma qualcosa potevo capire, qualcuno doveva andarsene, non potevano stare ancora lì.
Feci appena in tempo a nascondermi in una specie di corridoio in penombra alla mia destra che qualcuno uscì dalle cucine, non erano certo camerieri e visto il fisico sembravano più uomini della sicurezza.
Fermo nella penombra e in silenzio non fui notato dai due che passarono oltre, ma una voce femminile attirò la mia attenzione.
Il cuore mi stava iniziando a battere forte, lo potevo sentire rimbombare in ogni parte del mio corpo.
Senza rendermene conto mi spostai un po’ in avanti per vedere meglio di chi si trattasse.
La ragazza che stava passando oltre si voltò di scatto.
Irina!
Ci guardammo negli occhi per alcuni interminabili istanti, lei continuava a camminare seguendo i due uomini senza fermarsi, si girò nuovamente dandomi le spalle, non disse nulla e andò dritto verso la sala del ristorante.
Ero sicuro, mi aveva visto e non aveva detto o fatto nulla.
Per qualche secondo in cui mi sentii totalmente bloccato da quella miriade di pensieri che si affollarono contemporaneamente nella mia testa, poi uscii da quella penombra e rientrai nella sala ristorante.
Irina e i due uomini erano spariti e io senza pensarci mi fiondai nel bagno degli uomini mia primaria destinazione.