Quello che il mio occhio vede viene rielaborato e postato

Gli Dei ritornano – Puntata 78

“Qui squadra tango siamo arrivati sul luogo di recupero. Non rileviamo alcuna presenza sul posto. Ci apprestiamo ad atterrare… Un razzo di segnalazione a ore 5 orizzontale al terreno… Contatto ! Contatto! Nemici a ore 9 manovre evasive e rispondere al fuoco presto… Sparano sull’obbiettivo! Fornire copertura presto… abbiamo perso il controllo, l’obbiettivo è…”
Un brusio di scarica statica invase la stanza di controllo, la registrazione era bruscamente terminata
“E qui la registrazione è terminata. Non sappiamo altro. Dopo le trasmissioni si sono interrotte e un segnale di disturbo ha invaso tutta l’area, nessun segnale satellitare o in frequenze non civili riesce ad essere identificato, si confonde con echi o rumori di fondo.”
La tensione nell’aria di quella stanza era assolutamente palpabile, anzi la si vedeva proprio.
“Mettete in allerta tutti i nostri agenti a Lasa e speriamo ci sia ancora qualcuno da recuperare…”
“Ma così infrangeremo gli accordi ombra, Signore.”
“Non abbiamo altra scelta e poi hanno iniziato loro.”

Il mal di testa era passato quasi in pochi istanti, ma un doloroso residuo lungo la zona lombare era rimasto.
Ero impietrito ad osservare i movimenti dei miei inseguitori e mi resi conto che non avevo molte speranze con un coltellino e un semplice razzo di segnalazione.
La fuga era impossibile e stavo iniziando a meditare la resa o almeno non reagire in caso mi avessero trovato, poi un suono di pale rotanti simili a quelle di un elicottero iniziarono a sentirsi in lontananza.
Il mio pensiero fuggì subito alla squadra di recupero, ma era troppo in anticipo e così mi rassegnai ad avere contro pure un altro nemico dall’alto, il morale lo sentivo sotto terra e le forze non erano proprio tante.
Quando però vidi l’elicottero da combattimento entrare nell’area capii che erano venuti a prendermi, ero euforico, volevo saltare fuori e corrergli incontro, poi mi ricordai dei nemici appostati.
L’elicottero sembrava non essersi accorto di nulla ed in effetti nemmeno io vedevo più i miei inseguitori.
Un’imboscata, volevano fare un’imboscata all’elicottero!
Senza riflettere presi il razzo di segnalazione, lo puntai contro l’ultima zona i n cui avevo visto movimenti e lo accesi sperando che capissero.
L’inferno in terra prese forma in quella che doveva essere una tenue e tranquilla alba Himalayana.
Proiettili ovunque che squarciavano l’aria.
Colpi che cadevano sempre più vicini alla mia posizione.
Presi a scappare quando l’elicottero si frappose fra me e chi sparava.
Girandomi poco prima di uscire da quel buco infernale vidi il lato nord della vallata sobbalzare sotto l’invito di potenti esplosioni e l’elicottero di recupero, avvolto in una spirale di fuoco, schiantarsi contro il terreno in un modo così elegante da non sembrare quasi nemmeno mortale.
Presi a correre verso l’alba per minuti e poi ore, sempre verso dove sorge il sole.
Finché stremato non mi lasciai cadere rovinosamente a terra quasi totalmente primo di coscienza.