Quello che il mio occhio vede viene rielaborato e postato

Giappone – Giorno 11

Shin-kyo

Finalmente siamo riusciti ad andare fino a Nikko e bisogna dire che ne è valsa veramente la pena.
Il costo e il tempo sono stati abbastanza elevati, 1300yen andare e altrettanti a tornare più 4,5 ore di treno per andare e tornare, ma come dicevo li vale tutti.
Nikko è una cittadina di montagna giapponese a circa 580m sul livello del mare e possiede alcuni gran bei templi da visitare tutti immersi nel verde e con colori e disegni veramente imperdibili.
Le previsioni dicevano che ieri sera sarebbe nevicato ma che oggi sarebbe stato parzialmente nuvoloso con temperature massime prossime allo zero.
Alla fine ci siamo trovati temperature attorno ai 13 gradi un sole a picco, però la neve per terra e sulle montagne circostanti, quindi uno scenario ideale per due turisti.
Per l’ingresso ai tempi c’è un comodo lasciapassare di “soli” 1000yen e come potete immaginare Nikko è una classica cittadina turistica dove abbiamo trovato prezzi alti e templi molto forse troppo turistici in netta contrapposizione con quelli molto religiosi che guardano quasi male i turisti, di Kyoto.
Chi però non ha il tempo di andare a Kyoto deve assolutamente andare a Nikko per vedere almeno un po’ di Giappone tradizionale.
Quello che però mi ha incuriosito di più oggi non è stato solo il posto, ma anche il viaggio, infatti per la prima volta ci siamo addentrati nella campagna e poi montagna giapponese.
prima di oggi eravamo sempre passati solo ed esclusivamente nelle varie megalopoli che si estendono per tutta la costa.
Il treno non ad alta velocità, ma quasi locale ci mi ha poi permesso di assaporare quei luoghi con quella calma e distacco che solo un treno può dare.
Io non so quanto e se i giapponesi di città invidino quelli di campagna o montagna, ma di sicuro io si.
infatti questi ultimi vivono una vita molto più simile alla nostra, spazi aperti, vita meno frenetica e ovviamente anche meno servizi “evoluti”, le macchine comunque sono sempre poche rispetto alla popolazione.
Tokyo invece mi spaventa sempre più, stazioni al 3 piano di palazzi, incroci di linee ferroviarie e stradali che portano treni a sfiorare il 6 piano dei palazzi da cui distano solo pochi metri, gente che non si ferma mai e va, dove non si sa, ma va.
Quello che continuo a domandarmi è perché, ma forse è uno strano senso di masochismo umano.
Intanto il viaggio volge al termine e vedremo cosa ci riserverà domani Tokyo.