Quello che il mio occhio vede viene rielaborato e postato

Giappone – Giorno 9

Palazzo imperiale

Oggi dovevamo andare a Nikko, ma le previsioni ci avevano detto che ci sarebbe stata la possibilità di pioggia.
Risultato siamo rimasti a Tokyo e c’è stato un sole incredibile.
Comunque non abbiamo reso inutile questa giornata, una delle due Yuko amiche di Mazza, ci ha accompagnato per tutta la giornata, facendoci praticamente da cicerone.
Ci siamo visto la via in cui vendono solo roba per la cucina compresa nel quartiere di Asakausa, forse l’unico ancora un po’ tradizionale dentro a Tokyo, in cui è presente un bel tempio, quello di senso-ji, ma nulla da mettere con quelli di Kyoto perché qui a Tokyo è tutto troppo commerciale.
Infatti si poteva trovare veramente di tutto lungo la via per il tempio, cose che io definirei paccottiglia a cui un turista gaijin come noi non poteva evitare.
Dopo questo siamo andati a vedere la torre di tokyo e il tempio di zojo-ji, ma anche qui alla fine non c’era un gran che da vedere, la torre è solo quello e il tempio era in restauro.
Abbiamo poi fatto una capatina al parco imperiale giusto prima di andare a mangiare un fantastico ramen in un posto così imbucato dentro a ginza che la guida della lonely segnalava.
Il pomeriggio lo abbiamo passato a camminare per ginza, un quartiere centrale e alla moda di Tokyo e poi abbiamo cercato di raggiungere un parco, ma abbiamo sbagliato strada e abbiamo invece trovato una piccola zona d’italia, con ristoranti non molto costosi e addirittura un piccolo giardinetto in stile rinascimentale con tanto di cicche per terra vicino alle panchine.
Quando siamo poi arrivati al parco erano scattate da poco le 17 ed era già tutto chiuso, così siamo tornati all’hotel beccandoci l’ora di punta della metropolitana, una cosa che sinceramente non consiglio anche se pensavo molto peggio.
Domani sarà una festa nazionale giapponese e vedremo cosa fare, anche se ci anno detto che il quartiere dell’elettronica dovrebbe essere aperto, spero che la mia carta di credito non ne soffra troppo.