Quello che il mio occhio vede viene rielaborato e postato

Gli Dei ritornano – Puntata 121

Quell’odore era sempre lo stesso ed inconfondibile, Roma non sembrava cambiata.
La stazione Termini sembrava sempre la stessa, se non fosse stato per quelle decine di scritte “finalmente l’alta velocità, Milano è più vicina, …”, e la gente pure.
Però non avevo tempo di star lì a guardare la gente, dovevo provare a togliermi di torno quelli del centro, perché era ovvio che mi stessero seguendo come era ovvio che loro sapevano che io sapevo e questo rendeve tutto ancora più difficile.
Quello a cui avevo pensato per seminarli non mi soddisfaceva, perché non mi dava la matematica certezza, ma non potevo certo pretendere una riuscita ottimale.
Come prima mossa andai in uno dei negozi di abbigliamento della stazione a comprarmi dei vestiti eleganti ma casual in modo da darmi tono e togliermi dal viso un po’ di quell’aria de sbarbatello che comunque avevo visto che ero solo poco più che ventiduenne.
L’abito non farà il monaco, ma certamente aiuta.
Pagamento con carta di credito, non mi avevano lasciato certo del contante, dovevano tracciare i miei movimenti.
Passo successivo l’acquisto del biglietto del treno ad alta velocità per Milano.
“Mi scusi, ma quanto ci mette ora il treno da Roma a Milano.”
“Poco meno di 4 ore con 2 fermate a Firenze e Bologna.”
Rimasi un po’ perplesso perché io mi ricordavo tempi attorno alle 4 ore e mezza e non mi sembrava sto gran guadagno per fare poco meno di 600km tanto che ricordavo anche tempi molto più brevi per i treni Giapponesi.
“Sarà, però mi sembra di ricordare che in giappone per fare 500km con 4 fermate ci mettono meno di 2 ore e mezza.”
Purtroppo il gentile signore rimase perplesso poi mi consegnò il biglietto di prima classe che avevo chiesto, tanto pagava pantalone con la carta di credito e poi mi serviva essere al centro del treno per fare quello che avevo in mente.
Ultimo punto da fare, l’acquisto del biglietto aereo da Milano a Francoforte in una agenzia di viaggio sempre all’interno della cittadella della stazione termini.
“Per quando lo vuole il volo?”
“Oggi in serata c’è qualcosa? Una riunione improvvisa, ero qui in ferie a Roma… devo fare sempre tutto io, poi devo passare per forza da Milano altrimenti prendevo l’aereo direttamente da qui.”
“Guardi, la capisco perfettamente sono cose odiose.”
“Si infatti, uno è in ferie e deve rinunciare a dei meritati giorni di riposo, speriamo nel premio di fine anno almeno.”
“Allora, ho trovato un volo alitalia da linate e uno lufthansa da malpensa, sono entrambi in tarda serata, dopo le 20 e quello lufthansa costa poco più di 50 euro in meno.”
Lufthansa da Malpensa e Alitalia da Linate?
Il mondo sembrava lo stesso eppure le cose sembravano totalmente opposte a come le ricordavo, infatti Malpensa era un hub principale di Alitalia, non Linate.
“Mi scusi, ma come mai Lufthansa da Malpensa?”
“Si, in effetti è una nuova tratta visto che Alitalia ha praticamente svuotato Malpensa dai suoi voli causa privatizzazione.”
“Vero, come avevo fatto a non pensarci.”
In realtà in quel momento mi stavo chiedendo se quello fosse il mondo che avevo lasciato oppure un mondo parallelo, non poteva essere cambiato così tanto in relativamente così poco tempo.
Optai per il volo Lufthansa da Malpensa e poi chiesi anche un biglietto del treno regionale da Bologna a Venezia.
“Ma quello può farlo alla biglietteria FS qua fuori.”
Quella risposta, anche se prevedibile mi aveva spiazzato.
“Ma perché voi non li fate?”
“Si, però sono dei casi particolari perché le FS ci applicano sovrapprezzi vista la nostra posizione.”
“Capisco, solo che mi spiace perché mia sorella studia all’università di Bologna da quest’anno e avrebbe voluto andare con me a Venezia questo fine settimana e siccome non ci potremo andare, volevo almeno regalarle il biglietto. Magari addebitandolo alla mia ditta così da fargli pagare almeno un po’ il mio disturbo.”
Il volto della donna, un discreto tipo sui quaranta, si rilassò un attimo mostrando un accenno di sorriso.
“Allora vediamo di farlo ugualmente e di far passare tutto come acquisto del biglietto aereo, ok?”
“Grazie, non so proprio come sdebitarmi.”
Il suo sorriso si fece più pronunciato.
“Magari la prossima volta che torni a Roma ricordati di fare un salto qui e di chiedere di Valeria.”
Sarà stato l’abito, la mia nuova faccia o la mia sicurezza e scioltezza acquisita o tutte assieme, però ero ritornato nel mondo reale da qualche ora e la cosa mi stava piacendo.
Adesso un bel prelevamento di contante per le piccole spese e per non essere più tracciato e poi non mi restava che dare il via alla mia idea per togliermi di torno il Centro.