Quello che il mio occhio vede viene rielaborato e postato

Gli Dei ritornano – Puntata 90

Lo stomaco era sottosopra e la testa pulsava come non mai, sentivo brividi percorrere ogni punto del mio corpo senza una meta precisa.
“Tutto bene? Cosa è successo lì dentro.”
Le parole del dottore mi calmarono lievemente, sentivo di potermi tranquillizzare.
“Non lo so di preciso, So solo che c’era qualcosa che non mi tornava, non era giusto e poi non riuscivo a concentrarmi.”
“Abbiamo visto degli stani incrementi neurali durante l’esercitazione, ma finché non li avremo analizzati non ne sapremo di più.”
“Dottore, non voglio sembrare pazzo, ma a me sembrava ci fosse qualcosa dentro assieme a noi.”
Il dottore si irrigidì e mi guardò con una faccia contratta e molto pensierosa, sicuramente non mi aveva preso per pazzo, ma probabilmente non ne sapeva nulla molto più di me e la cosa lo infastidiva e gli dava da pensare parecchio.
“Ok, non preoccuparti, non dirlo però ad altri finché non ne sapremo di più. Ora usciamo che andiamo ad esaminare i dati assieme, così puoi descrivere bene tutto quello che hai sentito.”
Uscito dalla porta tutti quelli che mi erano venuti a vedere iniziarono a complimentarsi con me, come se avessi fatto qualcosa di incredibile e forse pure impossibile, ma io non capivo perché, ero preso da altri pensieri e non badavo troppo a chi mi stava intorno.
Coperta dagli altri ragazzi che si congratulavano con me, Mei Mei sbucò fuori e mi abbraccio, come non mi capitava da molto, troppo tempo, forse da sempre.
Mi disse anche qualcosa solo che non la capii e istintivamente me la staccai di dosso quasi subito e proseguii la strada dietro il dottore.
Sono sempre stato sveglio a capire certe cose, ma altre proprio non le vedevo nemmeno se me le mettevano davanti, me le indicavano e ci mettevano i sottotitoli.
Tutte le volte che ci penso non faccio altro che rimuginare riempiendomi di se, ma e perché non mi sono reso conto prima che con il mio comportamento stavo facendo soffrire qualcuno la cui unica colpa era quella di volermi bene senza alcuna ragionevole spiegazione.

“Quindi dovrete andare alle Azzorre.”
“Maggiore, ma sono in pieno territorio Atlantico, si tratta di una zona molto calda visto come si sta mettendo.”
“Non posso che darti ragione, però il controllo della base è Portoghese e visto il passato non posso che fidarmi Tenente.”
“Si, ma il passato è passato, qui rischiamo il ragazzo per un’inezia.”
“Non sarà semplice, ma se è stato deciso che il torneo di deve svolgere lì, noi non possiamo farce altro, le altre candidature per noi più vantaggiose sono state rifiutate. Ho però ottenuto dei vantaggi giocandomi favori non ancora riscossi. Non possiamo farci vedere deboli ora e il Generale non vuole che rinunciamo.”
Il Maggiore guardava fuori dalla vetrata l’interno di struttura con la tenue luce che la illuminava e la vegetazione che cresceva rigogliosa come se fosse in superficie.
Il Tenente era teso, non riusciva a stare fermo e camminava nervosamente per la stanza mentre il Maggiore gli parlava dandogli le spalle.
“Quindi, cosa dobbiamo fare?”
“Lei accompagnerà il ragazzo, lo affido a lei e ad altri tre uomini che sceglierà personalmente, prenda chi vuole.”
“Saremo in 5? Ma le regole non sono di soli 3 per delegazione?”
“Questo è uno dei favori che ho chiesto, assieme alla possibilità di far entrare un nostro osservatore durante i combattimenti oltre che la giuria. Le stanza saranno vicine con una centrale. Però per motivi di neutralità dovremo andare con un C-130 Italiano, quindi partenza domani alle 5 del mattino.”
“Si deve essere giocato molti favori per ottenere tutto questo.”
Il tenente non poteva vedere, ma lo sguardo che il maggiore dava alla finestra lasciava trasparire oltre all’incertezza anche una certa insoddisfazione riguardo a tutti i favori chiesti.
“Prepari la squadra e si ricordi che il ragazzo deve sentire il minor peso possibile su se stesso, saranno 3 giornate di incontri molto dure per lui.”
“Quindi lei è già certo che arriverà in finale.”
In quel momento il maggiore si voltò verso il tenete e il suo viso, contratto lasciava trasparire un interrogativo molto semplice da intuire.
“Perché tu forse hai qualche dubbio? Il problema è se morirà o meno.”